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Il santuario di Boyà

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25/4/2018. IL SANTUARIO DI BOYÁ … POCHI DOMINICANI CONOSCONO QUESTA CHIESA E LA SUA STORIA INTERESSANTE (da Listin Diario).

Secondo gli studi di Yddar de los Santos, la sua costruzione risale all’anno 1690 e fu ispirata dal palazzo dell’Escorial sotto il regno di Felipe II. Fin dalla sua costruzione il santuario è stato l’anima della religiosità e della fede dei residenti nella comunità: una ricorrenza storica che risale a quel periodo è la celebrazione del 14 agosto, giorno di Aguas Santas, patrono del luogo. I fatti storici più importanti in relazione al santuario di Boyá comprendono la sepoltura del capo degli indigeni Enriquillo e il battesimo di monsignor Fernando Arturo Merino.

Enrique Bejo (Enriquillo), capo di Jaragua ed eroe di Bahoruco, dopo 14 anni di lotte è riuscito a definire e firmare il trattato di pace con le autorità di Santo Domingo, ritirandosi quindi a vivere a Boyá nel 1533; fu sepolto nel punto in cui il santuario fu successivamente costruito. Su questo argomento e sulla sepoltura di Enriquillo nel villaggio sono state tramandate diverse storie e racconti. Comunque gli storici confermano che nel villaggio di Boyà furono sterminati gli ultimi nativi dell’isola e, pertanto, è stato chiamato “l’ultimo baluardo della razza indigena” di Santo Domingo.

Nella chiesa di Boyà ha ricevuto le acque battesimali Fernando Arturo Merino nel 1833, nato a Antonci (comunità rurale Yamasá), divenendo poi Presidente della Repubblica nel periodo 1880-1882.

Per quanto riguarda la nascita del paese di Boyà, gli storici indicano l’anno 1531 la data di insediamento di un primo nucleo ad opera dei Padri Jeronimos Rodrigo Figueroa e Sebastian Fuenleal. Nel 1571 la popolazione era composta da 13 capi famiglia: Thomas Aguirre, Antonio Gato, Domingo González, Bartolomé Pérez, Francisco Ortiz, Pedro Jorge, Juan Hernandez, Pedro Rubio, Christopher de Santa Ana, Andres Hernandez, Mariano Hernández, Amador Hernández e Diego de Céspedes.

Nel 2004 il Congresso della Repubblica, con decreto, ha istituito l’amministrazione comunale di Boyá, comprendente la frazione El Cacique. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Nazionale di Statistica, nel censimento del 2003 risultavano a Boyá 4.200 abitanti, impiegati principalmente nell’allevamento del bestiame, agricoltura e rimesse ricevute dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e l’Europa.

Il sacerdote di Monte Plata, Cesáreo Núñez, ritiene importante che il santuario debba essere conservato, curato e protetto data la rilevanza storica e culturale della chiesa.

Per chi è diretto a Sabana Grande, può permettersi una pausa al santuario e dopo aver intrapreso una conversazione con il Creatore, dirigersi a nord e godersi lo spettacolare salto di Zocoa.

 

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